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lunedì 2 maggio 2011

Grande svolta...bah

E' morto Osama Bin Laden, ucciso in un blitz condotto dai servizi segreti americani.


Festeggiamenti su tutto il suolo statunitense e felicitazioni espresse da tutti i capi di governo del mondo (tranne Hamas) che parlano di "grande passo avanti nella lotta al terrorismo".


Francamente non condivido questa visione. E' stato solo ammazzato un uomo, a capo del più importante gruppo terroristico al mondo (forse), ma non è stato assolutamente sradicato il fondamentalismo religioso.


Immediatamente al suo posto si insedierà un nuovo capo, come quando catturano un boss mafioso, e tutto ricomincerà come prima.


Anzi, penso che l'unica conseguenza sarà il desiderio di vendetta da parte dell'organizzazione.


Non che contesti la volontà di togliersi dalle palle terroristi (anche se comunque avrei optato per la cattura, mentre la missione era programmata per uccidere) ma semplicemente non capisco l'ottimismo e l'esultanza per qualcosa che non cambia nulla.


Il commento che ho apprezzato di più sinceramente è stato quello del Vaticano, nonostante solitamente non sia così, e nonostante la mia religiosità sia più che flebile ultimamente.

venerdì 4 marzo 2011

Democracy, where are you?

La più grande democrazia del mondo, un esempio da seguire...


Riporto il post dell'ottimo Fabio Chiusi:



Se questa è una democrazia.
Si può chiamare «democrazia» uno Stato dove un prigioniero politico di 23 anni è detenuto dal 29 luglio 2010

  • in isolamento per 23 ore al giorno
  • senza poter avere accesso a notizie dal mondo esterno nell’ora restante
  • senza poter fare più di un’ora di esercizio fisico al giorno
  • senza poter dormire tra le cinque del mattino e le otto di sera
  • con le guardie che ogni cinque minuti devono verificare le sue condizioni di salute con tanto di domanda di rito (stai bene?) e attesa di risposta altrettanto di rito (sto bene)
  • con le guardie che se, verificando il suo stato di salute di notte, lo trovano raggomitolato sotto le coperte o contro la parete, o si rende non identificabile per qualunque altro motivo lo devono svegliare e ripetere la procedura di cui sopra
  • senza poter consumare i suoi pasti che in cella
  • senza poter disporre di alcun oggetto personale, nemmeno un cuscino, che è tutt’uno col materasso
  • in condizioni di rapido deterioramento psico-fisico
senza non solo aver mai subito alcuna condanna ma nemmeno un regolare processo?
Si può chiamare «democrazia» uno Stato dove invece di condannare senza se e senza ma questo trattamento disumano si parla di «pena di morte»?

Pensateci, ditelo, e condividete. (io, come penso molti di voi non ne sapevo nulla)