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mercoledì 23 marzo 2011

Dunque,

«Io sono convinto che le ragioni non siano umanitarie o di rimozione del regime di Gheddafi. Si stanno decidendo i nuovi equilibri energetici dell'area nordafricana e degli Stati che la controllano. Gheddafi da parte sua ha sbagliato nel credere di poter sedare la rivolta come fosse un movimento del pane, e questo perché i movimenti sono stati solo un innesco di un procedimento ben più grande. Ci sono in gioco gli interessi delle compagnie energetiche e tutti gli Stati vogliono dire la loro nella nuova spartizione». 


«Si può parlare di una "guerra coloniale", è vero, tenendo questo termine tra virgolette. Il riassetto del Nord Africa può seguire solo due vie: la ricerca di un equilibrio e di una stabilità che permettano degli investimenti futuri, oppure la balcanizzazione dell'area. La seconda soluzione è quella che è stata applicata più spesso negli ultimi anni in tutti gli scenari di guerra: nei Balcani certamente, ma anche in Afghanistan. Se non si riesce a trovare un punto di accordo, allora si destabilizzano le istituzioni e si frammentano, in modo che il potere vada nelle mani di chi ha degli interessi diversi, come le compagnie private energetiche». 

(Dichiarazioni di Fabio Mini, generale della Nato,  a l'Espresso)

Credo di aver risolto i miei dilemmi morali..


Vedendo queste poi....

sabato 19 marzo 2011

Ci risiamo

E' scoppiata un'altra guerra.


Dalle 17:45 di oggi è partito l'attacco, con Francia in testa, alla Libia.


Devo confessare, in tutta sincerità, che sono molto in imbarazzo per il fatto che non riesco ad avere un opinione pro o contro questo intervento.


Sono sempre stato pacifista, tuttavia anche a favore delle rivolte popolari, problemino che credo sia condiviso da gran parte della sinistra moderna.


Ecco, sono terrorizzato dalle due possibilità che si prospettano nella mia mente, e in tutta sincerità penso che, ahimè, avverrà o l'una o l'altra e cioè: una guerra infinita stile Iraq o un trionfale ritorno di Gheddafi al potere che prima di tutto farà piazza pulita di tutti i suoi oppositori e poi magari inizierà a vendicarsi di, chessò, quelli che prima gli hanno baciato le mani e poi l'hanno attaccato.


Sono assolutamente dalla parte dei ribelli di Bengasi, tuttavia sono preoccupato per il fatto che questo intervento militare avvenga proprio ora che sono in guai grossi, quasi a voler non tanto aiutare la rivolta ma prenderne il comando.


Spero proprio di sbagliarmi, ma credo proprio che la solidarietà alla rivoluzione non ci sia proprio.


Come spiegare  il fatto che qui si interviene mentre nel Bahrein e nello Yemen, dove si spara sulla folla, non succede nulla?


So che questo post può apparire troppo ingenuo, della serie "ma certo che ci vanno per il petrolio, ma va bene lo stesso, l'importante è che ci vadano".
Ok, anch'io penso che Gheddafi debba essere deposto, tuttavia penso ci sia una sostanziale differenza tra conquistarsi la democrazia e farsela conquistare da altri.


Anche noi, per l'aiutino avuto per liberarci di Mussolini siamo comunque dovuti sempre stare sotto l'ala, lascio decidere a voi se protettiva o costrittiva, degli USA.


Mi viene poi da pensare all'Afghanistan e non posso che immaginarmi i futuri governi libici, come quello di Karzai, fantoccio dell'occidente.


Questo è quello che penso, ed è per questo che non riesco veramente ad essere pro o contro questo intervento militare, prego soltanto che le vittime, soprattutto civili, possano essere limitate, anche se ci spero poco, e che il tutto possa essere breve, anche se alle guerre lampo è difficile credere.