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lunedì 5 luglio 2010

Fuori 4! Yuppieee!

E' finita cazzo, è finita.
Niente più liceo, basta. 
Niente più letteratura italiana, latina, inglese, fatta con le scoregge o in qualsiasi altro linguaggio.
Niente più filosofi dementi ad ammorbarti la giornata.
Niente più bidelle scassacazzo (fino a ieri sono andate avanti a rompere i coglioni)


Se non si è capito orale stamattina.


Piccolo riassunto:

  • Area progetto: ok (ho messo anche le parti che la caccialanza non voleva gnignignigni)
  • Filosofia: Popper (nella mia testa qualcosa di simile
  • Storia:'43 in Italia, è un po' un casino da dire, ma ok
  • Latino: IL NULLA ahahah

"Parlami della metamorfosi di Ovidio che hai letto" (fin qui ok)
"Parlami in generale delle metamorfosi" 
 "Quale altro autore ha scritto un'opera con lo stesso nome?" "Apuleio" "Parlamene"

"Cosa ti è piaciuto?" "Il Tieste" (cazzo, non è che lo sappia molto bene)


  • Godio: Turner. Avevo dimenticato di ripassarlo!!!! Mi sono arrabattato in qualche modo.
  • Inglese: Romanticismo e Rhyme of the ancient mariner, detto bene e parlando meglio di lei soprattutto (non che ci volesse molto)
  • Bio: dinamica di popolazioni, scontato
  • Sassi: rocce sedimantarie
  • Mate: onore alla Mala, è stata molto brava. Per quale valore di k la tal funzione è continua nel tal punto. 
  • Fisica: funzionamento della chitarra elettrica. Hell yeah! Anche se mi sono confuso su una roba.


Morale della favola: è finita. Chissene del voto, chissene di tutto. E' finita.

mercoledì 12 maggio 2010

Alcune cose sono come sono, e basta.

Il Partito raccomandava di non badare alla prova fornita dai propri occhi e dalle proprie orecchie. Era l'ordine finale, il più essenziale di tutti. Il suo cuore ebbe un tuffo al pensie­ro dell'enorme potere spiegato contro di lui, della facilità con cui ognuno dei cosiddetti intellettuali del Partito lo avrebbe potuto rovesciare sul tappeto della discussione, de­gli argomenti sottili ch'egli non sarebbe stato in grado di comprendere, e tanto meno di controbattere con adeguate risposte. Eppure lui aveva ragione! Loro avevano torto e lui aveva ragione. Le cose ovvie, le cose semplici, le cose vere dovevano essere difese. Le verità evidenti erano vere, non ci potevano essere dubbi, su questo! Il mondo concreto esi­ste, le sue leggi non mutano. Le pietre sono dure, l'acqua è liquida, gli oggetti privi di sostegno cadono verso il centro della terra. Sempre pensando che stesse scrivendo a O'Brien e con l'idea di stare enunciando un importante assioma, egli scrisse:

La libertà consiste nella libertà di dire che due più due fanno quattro. Se è concessa questa libertà ne seguono tutte le altre.

(George Orwell, 1984)

Per la gioia dell'Emmagrazia.